Ascoltare il vento

Ascoltare il vento

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Il luogo

 

Ai confini con la Grecia in un luogo abbandonato dove la natura aveva preso il sopravvento, il cliente, ispirato dalla volontà di portare il concetto di “bellezza” nella sua cultura aziendale ci chiese di progettare il landscape e le architetture per un nuovo porto per lo stoccaggio di prodotti petroliferi.

Abbiamo camminato a lungo sulla spiaggia per ascoltare la natura attraverso i suoi elementi: acqua, vento, nuvole, luce e sabbia…

Le sensazioni

 

Il vento batteva forte su quel pezzo di litorale…
Le numerose nuvole bianche correvano velocemente nel cielo…
Subito dopo una conchiglia trovata sull’arenile…
Da queste suggestioni abbiamo generato il “concept”.
“Abitare la natura”

Il concept

 

Il forte vento ci a cercare e creare “protezione”…
I pini aleppi e le tamarici, piegati dal vento, ne portavano la testimonianza.
Le tante nuvole che correvano nel cielo ci hanno suggerito il colore dominante delle architetture: il bianco…
Una conchiglia trovata sulla battigia ha ispirato la ricerca formale “a spirale” che poteva dare una visione a 360 gradi sul paesaggi ma nello stesso tempo creare una protezione dall’interno.

I primi schizzi sono usciti di getto immediatamente, il giorno stesso.

Il progetto

 

L’idea progettuale ha avuto origine da una lunga e attenta osservazione del luogo: il sito era infatti caratterizzato da un vento forte e violento tanto da ricoprire di sabbia le conchiglie sulla spiaggia, da far correre le nubi e da piegare i pini d’Aleppo e le tamerici.
Le conchiglie trovate durante il lungo sopralluogo hanno determinato la forma delle residenze e della torre faro, alta 33 metri, che ospita sale convegni, sale mostre e un belvedere.

Il cantiere

 

Sul cantiere sono state approntate tecniche di costruzione tradizionale legate all’artigianato albanese.
Le persone hanno lavorato con grande passione, perlopiù a mano; le impalcature erano legno e le pietre utilizzate, in economia circolare, erano le stesse estratte dagli scavi di costruzione.
Pochissimi materiali: pietre locali, legno di teak, intonaco di calce in equilibrio con quello che la natura già offriva: acqua, sabbia, pietre, pini d’Aleppo e tamerici.

Il risultato finale

 

La natura ha generato l’architettura che si è naturalmente reinserita nel paesaggio…
A distanza di pochi mesi la natura stessa ha modellato e ricoperto il suolo, creando le morbide dune visibili nelle fotografie.

I riflessi di luce

La luce naturale, sia diurna che notturna, ritaglia l’architettura creando delicati giochi di luce e ombre e per tale motivo è stata aggiunta pochissima luce artificiale.

Natura e architettura si fondono senza lasciare confini.

Project Landscape e architettura per un nuovo porto di prodotti petroliferi

Landscape and architectural designer Patrizia Pozzi

Executive project

ENERECO engineering and service

Water project and maritime works IDROTEC

Location Valona, Albania

Year 2013

Client Gruppo PIR, importante operatore della logistica portuale che sostiene concretamente il gusto del bello nella cultura aziendale

Area 60.000 mq

Collaborations 

Photography Davide Forti

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